Guida completa alla protezione antiesplosione delle valvole rotative a saracinesca: requisiti per la certificazione ATEX

L'esperienza di Doebritz nel campo della sicurezza delle valvole

Doebritz è un produttore specializzato in valvole rotative utilizzate nella movimentazione delle polveri. Nel corso di molti decenni, abbiamo lavorato con impegno per sviluppare le soluzioni ingegneristiche necessarie a proteggere gli impianti industriali da incidenti causati da polveri combustibili pericolose. Sappiamo bene che la movimentazione di materiali volatili non consiste semplicemente nel trasferire un prodotto da una fase all’altra di un processo, ma nel garantire la totale sicurezza operativa in ogni fase. Il nostro impegno quotidiano è rivolto alla realizzazione di apparecchiature affidabili che soddisfino i più rigorosi standard internazionali di sicurezza. Grazie ad anni di esperienza pratica nella produzione, mettiamo a disposizione la nostra concreta conoscenza del settore a ingegneri di impianto, responsabili della conformità alle norme di sicurezza e integratori di sistemi che devono affrontare la difficile sfida di garantire la sicurezza delle loro linee di produzione.

Comprendere i requisiti della certificazione ATEX relativi alla protezione antiesplosione delle valvole rotative a saracinesca è assolutamente essenziale quando si lavora in ambienti pericolosi. Progettiamo ogni unità con grande cura affinché funga da barriera di sicurezza affidabile, assicurandoci che la protezione antiesplosione della saracinesca sia integrata direttamente nella struttura meccanica del sistema. I nostri standard di produzione fondamentali danno priorità a tolleranze pari a zero in termini di perdite, all’integrità di alloggiamenti per impieghi gravosi e alla sicurezza operativa continua in condizioni di pressione estrema. Condividendo le nostre conoscenze, miriamo a colmare il divario tra le complesse norme regolamentari e il lavoro meccanico pratico in fabbrica. La combinazione di componenti specializzati richiede una profonda comprensione della scienza dei materiali e del comportamento di fluidi e gas. Testiamo costantemente i nostri progetti nelle condizioni più estreme di presenza di polveri combustibili per garantire che i nostri clienti ricevano soluzioni affidabili proprio quando conta di più.

Zone di certificazione ATEX e scelta delle valvole

Affrontare le complessità degli standard di conformità significa tradurre le norme giuridiche in specifiche tecniche precise. Quando progettiamo soluzioni per diversi ambienti di lavoro, non ci limitiamo a considerare semplicemente come vengono definite le aree a rischio. Studiamo come le caratteristiche specifiche di una polvere determinino ogni dimensione delle apparecchiature che realizziamo. Ottenere una protezione affidabile contro le esplosioni nelle camere di compensazione dipende fondamentalmente dall’adeguamento delle proprietà fisiche delle apparecchiature alla classificazione sia dell’ambiente circostante che di quello interno.

Ad esempio, le atmosfere combustibili vengono classificate in base alla frequenza e alla durata della presenza del pericolo. All’interno delle apparecchiature di lavorazione, dove la polvere fluttua continuamente nell’aria, il rischio raggiunge il livello massimo. Ciò richiede giochi estremamente ridotti tra le estremità del rotore e la parete dell’alloggiamento per impedire la propagazione delle fiamme. Anche i materiali utilizzati per l’alloggiamento devono essere scelti con cura. La ghisa standard può essere accettabile per le zone non pericolose, ma le polveri organiche o metalliche altamente reattive richiedono spesso l’uso di acciaio inossidabile di alta qualità. Ciò impedisce la formazione di scintille meccaniche e consente all’alloggiamento di sopportare improvvisi picchi di pressione. Inoltre, i sistemi di tenuta attorno all’albero rotante devono separare completamente i cuscinetti dal prodotto che fluisce attraverso la valvola.

Di seguito è riportata una panoramica di come adeguiamo le nostre specifiche di produzione a tali classificazioni delle aree a rischio:

Classificazione delle zone ATEXFrequenza dei rischiSpecifiche delle valvole DoebritzMateriale di costruzioneMetodo di isolamento dei cuscinetti
Zona 20 (interna)Periodi continui/prolungatiGioco alle estremità delle pale < 0,2 mm, involucro antideflagranteAcciaio inossidabile rinforzatoGuarnizioni in PTFE a doppio labbro con spurgo dell'aria
Zona 21 (Esterna)Funzionamento occasionaleTrattamenti antistatici delle superfici, punte in ottone antiscintillaIn ghisa o in acciaio inossidabileGuarnizioni a labirinto con cuscinetti esterni
Zona 22 (Esterna)Raro/Di breve durataDistanze di sicurezza standard con involucri a tenuta di polvereGhisaCuscinetti standard per motori fuoribordo

I requisiti per le zone interne sono sempre i più rigorosi. Quando il prodotto cade attraverso l’ingresso, le cavità del rotore diventano camere sigillate. Se una fonte di accensione penetra nel sistema, la valvola deve contenere l’onda di pressione risultante e impedire alla fiamma di raggiungere la tramoggia a monte o la linea di trasporto pneumatico a valle. I requisiti per le zone esterne si concentrano principalmente sull’impedire che l’apparecchiatura stessa diventi una fonte di accensione a causa di attrito, scariche elettrostatiche o surriscaldamento dei cuscinetti. Utilizziamo polimeri antistatici specializzati e componenti metallici lavorati con precisione per garantire che le nostre apparecchiature rimangano sempre termicamente stabili ed elettricamente messe a terra. Oltre a ciò, il gruppo specifico di esplosività della polvere di un materiale influisce notevolmente sulle nostre decisioni ingegneristiche. La polvere conduttiva richiede rigorose procedure di messa a terra e specifici progetti di rotori antiscintilla per eliminare qualsiasi possibilità di accumulo di carica elettrostatica.

Metodi di calcolo delle dimensioni dei sistemi di sfogo in caso di deflagrazione

Andando oltre la conformità delle singole apparecchiature, dobbiamo considerare l’intero sistema di protezione che circonda il processo di movimentazione dei materiali. Un dispositivo di isolamento progettato alla perfezione è efficace solo quando il sistema nel suo complesso è concepito per gestire in sicurezza improvvisi picchi di pressione. Questo ci porta a una fase critica della progettazione del sistema, in cui gli ingegneri devono individuare i parametri esatti necessari per scaricare le pressioni esplosive prima che danneggino l’integrità strutturale dell’impianto. Eseguire un calcolo accurato delle dimensioni dello sfiato di deflagrazione dell’alimentatore a camera di compensazione per le polveri industriali è un requisito fondamentale per la sicurezza dell’impianto.

In caso di accensione improvvisa, l’unità rotante funge da barriera meccanica, impedendo al fronte di fiamma e all’onda d’urto di propagarsi attraverso la rete di condotti. Tuttavia, i gas in rapida espansione devono trovare uno sfogo. Il sistema di sfogo è progettato per aprirsi a una pressione prestabilita, convogliando la palla di fuoco e l’onda d’urto in modo sicuro verso l’esterno o in una zona di contenimento designata. Per progettare correttamente questo sistema, ci avvaliamo di modelli matematici specifici e di dati di prova raccolti proprio dal prodotto in questione.

I metodi di calcolo tengono conto di diverse variabili importanti che descrivono la potenziale violenza di un'esplosione e il livello di resistenza richiesto per il serbatoio:

  • Kst (Costante di esplosione della polvere): questo valore indica la velocità massima normalizzata di aumento della pressione. Indica la rapidità con cui si svilupperà un’esplosione e influisce direttamente sulle dimensioni che devono avere i pannelli di sfogo.
  • Pmax (Pressione massima di esplosione): la pressione massima che la polvere può generare all’interno di un recipiente chiuso. Le nostre apparecchiature devono essere progettate per sopportare una parte significativa di tale valore senza subire danni.
  • Pred (Pressione di esplosione ridotta): la pressione massima a cui sarà sottoposto il serbatoio durante un'esplosione con sfogo. Il dispositivo di isolamento deve essere certificato per resistere a Pred pur mantenendo le distanze di sicurezza antincendio.
  • Pstat (Pressione di attivazione statica): Il livello di pressione al quale il pannello di sfogo si apre per consentire la fuoriuscita dei gas.
  • V (Volume del serbatoio): il volume interno totale della tramoggia o del silo collegato al meccanismo di alimentazione.

Nel calcolare le dimensioni dei dispositivi di sfogo in caso di deflagrazione di un alimentatore a camera di equilibrio per polveri industriali, gli ingegneri utilizzano queste variabili per determinare l'area di sfogo necessaria. Se l'area di sfogo è troppo piccola, la pressione interna supererà i limiti meccanici dell'alloggiamento, causando un guasto catastrofico. Se l'area di sfogo è troppo grande, il dispositivo potrebbe aprirsi troppo presto o rendere l'installazione più complessa. Lavoriamo a stretto contatto con gli integratori di sistemi per garantire che le capacità di isolamento delle nostre unità corrispondano perfettamente ai valori calcolati Pred dell'intero impianto. Questo approccio ingegneristico basato sul lavoro di squadra garantisce che l'intera rete di alimentazione e contenimento reagisca in modo prevedibile in caso di emergenza.

Una vera storia di successo di un impianto chimico europeo

Per illustrare come questi principi ingegneristici si applicano nella realtà, attingiamo spesso alla nostra vasta esperienza sul campo. Un recente progetto condotto presso uno stabilimento tedesco specializzato nella produzione di polimeri è un chiaro esempio del perché sia così importante definire con precisione le specifiche delle apparecchiature. Questo impianto lavorava polveri polimeriche altamente infiammabili e, nel corso di un audit di sicurezza di routine, si trovava ad affrontare gravi problemi di conformità normativa. Le unità di alimentazione esistenti non soddisfacevano i rigorosi requisiti di isolamento interno previsti dalla normativa ATEX Zona 20. Le distanze di sicurezza tra le pale del rotore e l’alloggiamento si erano notevolmente ridotte nel tempo, creando un percorso diretto attraverso il quale una fiamma avrebbe potuto propagarsi. Se si fosse verificata un’accensione, la polvere di polimero avrebbe potuto causare un arresto catastrofico dell’impianto e mettere i lavoratori in grave pericolo.

Il nostro team di assistenza tecnica è stato chiamato a individuare i rischi sottostanti e a fornire una soluzione immediata e praticabile. Abbiamo iniziato analizzando in modo approfondito le proprietà fisiche del polimero, prestando particolare attenzione alla sua elevata Kst il valore e la sua natura abrasiva, che avevano causato l’usura prematura delle loro attrezzature precedenti. Abbiamo ricalcolato i parametri del sistema per garantire che qualsiasi nuova installazione funzionasse senza intoppi con il loro impianto di scarico della pressione esistente. Dopo aver completato questa valutazione completa, abbiamo realizzato un’unità rotativa per impieghi gravosi progettata specificamente per il loro processo. Abbiamo applicato tolleranze di lavorazione estremamente strette per ripristinare i giochi interni necessari e abbiamo utilizzato un alloggiamento rinforzato in acciaio inossidabile per resistere a potenziali picchi di pressione. Grazie all’aggiornamento del loro sistema con la nostra ingegneria specializzata, lo stabilimento ha superato con successo l’audit di sicurezza successivo, consentendo loro di continuare a operare in sicurezza senza ulteriori rischi per il programma di produzione o per i propri dipendenti.

Sistemi industriali sicuri per la movimentazione delle polveri

Garantire la sicurezza negli ambienti di lavorazione di materiali volatili richiede molto più che il semplice acquisto di componenti standard disponibili in commercio. Dalla comprensione dei dettagli relativi alla classificazione delle aree pericolose all’applicazione di un isolamento meccanico preciso e al calcolo delle aree di scarico della pressione, ogni fase richiede un’attenzione meticolosa e approfondita. Come illustrato in questa guida, il raggiungimento della piena conformità e della sicurezza operativa dipende dall’adeguamento delle proprietà meccaniche dei dispositivi di isolamento al comportamento specifico dei materiali in lavorazione. Ogni ambiente industriale presenta una serie di sfide uniche, il che significa che le soluzioni “universali” spesso si rivelano inadeguate quando si ha a che fare con materiali altamente reattivi o abrasivi.

La protezione del vostro impianto, dei vostri lavoratori e della continuità produttiva richiede soluzioni ingegneristiche su misura per la vostra situazione e supportate da una profonda competenza nel settore. Incoraggiamo i responsabili di stabilimento, i responsabili della sicurezza e gli ingegneri di processo ad adottare un approccio proattivo e a valutare le attuali configurazioni di alimentazione dei materiali prima che insorgano problemi di conformità o rischi per la sicurezza. Lasciate che il nostro team di assistenza tecnica vi aiuti a effettuare valutazioni personalizzate, dimensionamenti precisi e definizione delle specifiche delle attrezzature per garantire che le vostre operazioni siano sempre pienamente protette. Ci impegniamo a collaborare con voi per progettare sistemi che non solo soddisfino i requisiti normativi più rigorosi, ma garantiscano anche un’affidabilità meccanica a lungo termine. Contattateci oggi stesso per discutere delle vostre esigenze specifiche scrivendo a sales@rotaryvalveco.com, oppure scopri la nostra gamma completa di soluzioni di sicurezza certificate visitando il nostro sito pagina principale del prodotto.